Cosa fare in caso di contrattura alla schiena
Il tono muscolare aumenta involontariamente, il dolore prende il sopravvento e l’area colpita, infiammata, può anche gonfiarsi: la contrattura alla schiena colpisce all’improvviso, causando fastidi più o meno intensi, che possono durare ben più a lungo dei classici crampi, anche per una decina di giorni.
Considerata meno grave rispetto a uno stiramento, a uno strappo muscolare e a una rottura o una lesione delle fibre muscolari, non deve comunque essere sottovalutata. Ma cos’è la contrattura muscolare? E cosa bisogna fare per trattarla nel modo più adeguato possibile?
Dal punto di vista pratico, una contrattura muscolare è una contrazione involontaria di uno o più muscoli volontari.
Sono, per esempio, contratture quelle associate al cosiddetto dolore miofasciale. Le fibre muscolari coinvolte si gonfiano, con conseguente compressione dei vasi sanguigni e limitazione della circolazione sanguigna; gli effetti finali sono l’infiammazione del muscolo, la sua contrazione e la comparsa del dolore.
Un altro esempio di disturbo causato dalla contrattura è il cosiddetto colpo della strega, un problema che coinvolge la zona lombare, provocando una forte limitazione dei movimenti e una lombalgia (cioè un dolore a livello delle ossa e dei muscoli lombari).
Ma le contratture muscolari localizzate nella parte posteriore del corpo non colpiscono solo a livello lombare: anche l’area cervicale, all’altezza del collo, può essere colpita da questo tipo di problemi; ne è un esempio il cosiddetto torcicollo.
A volte la comparsa delle contratture è associata alla pratica di uno sport; un riscaldamento non adeguato, per esempio, può portare proprio a questo tipo di problema.
Ma la contrattura muscolare può essere correlata anche a uno sforzo fisico eccessivo compiuto al di fuori dell’attività sportiva, oppure può essere indotta da una vita troppo sedentaria, dall’obesità o anche dalla gravidanza. In alcuni casi entra addirittura in gioco l’alimentazione.
Capire quali sono i meccanismi alla base della sua comparsa può aiutare a trovare rimedio adatto per affrontarla.

Le cause della contrattura muscolare
La prima cosa da tenere presente è che il dolore ai muscoli della schiena causato da una contrattura può essere il segnale della messa in atto di un semplice meccanismo di difesa.
Infatti, i muscoli sono in grado di capire sia quanto vengono allungati sia la rapidità dell’allungamento; nel caso in cui avvertano che è stata superata una certa soglia di sicurezza (per esempio quando si compiono movimenti bruschi) reagiscono contraendosi proprio per proteggersi dal rischio di lacerazioni o di altri possibili danni.
Un uso eccessivamente intenso o troppo prolungato di un muscolo può mandarlo letteralmente in confusione ed esaurire le risorse necessarie al suo metabolismo.
Anche il sollevamento di pesi – se il carico è eccessivo – può portare a contratture.
Per evitare contratture si dovrebbe cercare di mantenere anche una postura corretta, fondamentale per il benessere dell’apparato muscolo-scheletrico. Assumere a lungo posizioni scorrette può essere considerato uno dei fattori predisponenti a questo problema muscolare, insieme alla disidratazione, a deficit di minerali come sodio, potassio, calcio e magnesio, disturbi circolatori, malattie metaboliche che impediscono ai muscoli di rifornirsi delle fonti di energia di cui hanno bisogno e patologie che colpiscono la muscolatura o il sistema nervoso, interferendo con la capacità di contrarsi del muscolo.
Con un trattamento appropriato, abbinato a una dose adeguata di riposo, questo tipo di contrattura muscolare tende a risolversi nell’arco di una o due settimane.
Tuttavia, non mancano i casi in cui le contratture muscolari sembrano non voler guarire o tendono a ripresentarsi. In circostanze di questo tipo non bisogna sottovalutare la possibilità che la contrattura sia la conseguenza di un altro tipo di problema.
Il dolore, per esempio, potrebbe originare dalle articolazioni della colonna vertebrale colpite da artrosi, oppure essere associato a una stenosi (cioè a un restringimento) del canale intervertebrale.
O, ancora, la contrattura muscolare potrebbe dipendere da un danno o da un’ernia a un disco intervertebrale: un dolore a questo livello può innescare una contrazione istintiva dei muscoli.
Questi casi, soprattutto se ricorrenti, dovrebbero essere analizzati più in profondità, per individuare le sue vere cause e un trattamento adatto.
Infatti una terapia mirata alle basi del problema riduce il rischio che il dolore si ripresenti nuovamente.

I sintomi della contrattura muscolare
In generale, i sintomi associati a una contrattura muscolare possono includere dolore (in questo caso particolare mal di schiena), tensione o rigidità muscolare, aumento del tono muscolare, scarsa elasticità e gonfiore.
I movimenti possono risultare particolarmente difficoltosi e il muscolo rimane contratto anche quando si cerca di allungarlo.

Cosa fare in caso di contrattura alla schiena: il primo soccorso
La prima cosa da fare quando ci si ritrova alle prese con una contrattura alla schiena è cercare un modo per alleviare il dolore.
È bene non chiedere al muscolo contratto di lavorare più di quanto possa fare: un riposo adeguato è parte integrante della terapia. E soprattutto è bene evitare movimenti inutili, in particolare se il semplice utilizzo del muscolo colpito scatena dolori molto intensi.
Il riposo, però, deve essere fatto nel modo opportuno. In particolare, quando si sta sdraiati è bene cercare di ridurre lo stress che pesa sulla schiena (soprattutto sull’area lombare), mantenendo il busto leggermente sollevato e mettendo un cuscino sotto alle ginocchia.
Quando si sta seduti sarebbe invece meglio accomodarsi su una sedia con schienale reclinabile, possibilmente con un supporto per gli arti inferiori e le ginocchia leggermente piegate.
Detto ciò, il riposo non deve essere assoluto, anzi, è sempre bene cercare di muoversi per quel tanto che il dolore associato alla contrattura muscolare lo rende possibile.
Un’immobilità prolungata potrebbe infatti essere controproducente: i muscoli alla lunga si possono irrigidire e il dolore potrebbe diventare ancora più intenso.
L’attività fisica indicata è una camminata: il suo impatto sulla schiena è limitato, e promuovendo la circolazione sanguigna favorisce un processo di guarigione più rapido.
Un approccio ragionevole potrebbe concedere alla schiena una giornata di riposo totale, seguita da una giornata in cui si fa qualche breve passeggiata attorno all’isolato, senza un affaticamento eccessivo. Il giorno seguente si possono fare brevi passeggiate ogni ora o mezzora; se si riesce, passeggiate più lunghe.
In alcuni casi, però, sembra utile un trattamento con il caldo (ad esempio con impacchi caldi o fasce riscaldanti). Tutto dipende dalla risposta individuale. C’è anche chi preferisce alternare il trattamento con il caldo al trattamento con il freddo.
Un aiuto molto utile può arrivare dai farmaci antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS, come il diclofenac), che in alcune loro formulazioni possono essere acquistati in farmacia senza bisogno di una prescrizione medica.
Gli antinfiammatori FANS (diversi dagli antinfiammatori steroidei, noti anche come “cortisonici”) aiutano ad alleviare sia il dolore sia l’infiammazione associata alla contrattura muscolare.
Fra i prodotti a base di questi principi attivi, acquistabili senza ricetta, sono inclusi sia medicinali da assumere per via orale (per esempio granulati), sia prodotti a uso topico (cioè da applicare esternamente a livello locale, là dove si sente dolore). Possono per esempio essere acquistati dei gel oppure dei cerotti medicati che rilasciano i farmaci antinfiammatori non steroidei come il diclofenac.
Per combattere il dolore è possibile cercare di far rilassare il muscolo contratto. Per farlo potrebbe essere utile utilizzare farmaci miorilassanti, che possono essere assunti sotto forma di compresse, capsule, sospensioni per uso orale o soluzioni per iniezioni sottocutanee, intramuscolari o endovenose.
Attenzione, però: questi medicinali possono essere acquistati soltanto con prescrizione medica, e, a seconda del principio attivo presente al loro interno, possono avere effetti collaterali più o meno rilevanti, incluse vertigini e sonnolenza.
Per trovare un rimedio adatto al proprio caso non si può fare altro che chiedere al proprio medico o al fisioterapista quale potrebbe essere una strategia adatta nella propria situazione.

I tempi di recupero
Come accennato, per riprendersi da una contrattura alla schiena, possono essere necessarie una o due settimane.
Nel caso in cui alla sua base ci fosse un uso eccessivo del muscolo o una pura tensione muscolare, è probabile che i rimedi di primo soccorso siano sufficienti a far sparire il problema non appena il muscolo avrà avuto il tempo necessario per guarire.
Quando invece la contrattura muscolare è associata a un disturbo sottostante, i rimedi sopra elencati sono utili per il trattamento del dolore, ma è necessario affrontare direttamente la causa alla base del problema discutendone con il proprio medico, che saprà indirizzare verso le analisi di approfondimento per una diagnosi corretta e le terapie specifiche più adatte alla singola situazione.
In ogni caso, una volta che il dolore acuto è scomparso, è utile prendere in considerazione la fisioterapia. Potrebbero per esempio essere utili i cosiddetti massaggi decontratturanti,
Un programma di esercizi controllato e personalizzato, con ripresa graduale dell’attività fisica, è la chiave per ridurre il rischio che il dolore associato allo stesso tipo di contrattura muscolare torni a farsi sentire.
Gli esercizi di stretching
Anche lo stretching può essere utile, perché aiuta ad aumentare la flessibilità e l’elasticità dei muscoli. I suoi benefici non riguardano soltanto gli sportivi, ma anche chi conduce una vita sedentaria e, magari, rischia contratture semplicemente perché sta seduto troppo o in modo scorretto.










