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Mal di testa da cervicale: quando il dolore parte dal collo

Il mal di testa da cervicale, noto in ambito medico come cefalea cervicogenica, è una forma di dolore riflesso. A differenza dell’emicrania comune, l’origine del problema non risiede nella testa, ma a livello delle strutture del collo, come le articolazioni cervicali, i muscoli, i legamenti e le vertebre cervicali, che possono presentare alterazioni e, in alcuni casi, infiammazione.

Si presenta solitamente come un dolore unilaterale che parte dalla base del cranio e si irradia verso la tempia o l’occhio, spesso accompagnato da rigidità del collo e limitazione nei movimenti; può colpire maggiormente le donne rispetto agli uomini e le persone sedentarie, come conseguenza di posizioni scorrette mantenute per periodi di tempo prolungati.

È importante precisare che, sebbene nel linguaggio comune venga attribuito al termine questo significato, la “cervicale” non è un disturbo: questa parola, in realtà, si riferisce a una specifica regione anatomica della colonna vertebrale. Per indicare, invece, il dolore a livello del collo, il termine corretto è cervicalgia o, più genericamente, si può parlare di dolori cervicali.

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I sintomi più comuni del mal di testa da cervicale

Individuare la natura precisa di questo disturbo è un compito da affidare al proprio medico curante o allo specialista, poiché le sue manifestazioni possono sovrapporsi a quelle di altre forme di cefalea. A differenza dell’emicrania, si presenta solitamente come un dolore non pulsante spesso correlato a problematiche della regione cervicale. I segnali che possono suggerire allo specialista un coinvolgimento della cervicale includono:

  • localizzazione posteriore del dolore, che spesso origina dalla base del cranio o dalla parte alta del collo e può irradiarsi verso le tempie e il volto;
  • dolore unilaterale, con fastidio che interessa più frequentemente un lato della testa o del viso;
  • rigidità nucale e torcicollo, con difficoltà a ruotare o flettere il collo e sensazione di avere i muscoli della nuca “bloccati”;
  • peggioramento con il movimento, con dolore alla testa che aumenta con posture scorrette e prolungate del collo o a seguito di movimenti bruschi;
  • possibili disturbi sensitivi, come formicolio e intorpidimento percepiti a livello di collo, spalle, braccia o mani; in alcuni casi possono comparire anche disturbi transitori della vista o dell’’udito oppure, più raramente, sensazioni di fastidio nella deglutizione;
  • Eventuale comparsa di sintomi associati meno specifici, come vertigini, lieve nausea o sensibilità alla luce, che possono talvolta rendere il quadro simile ad altre cefalee1.

Poiché il quadro clinico può risultare complesso e variabile, è fondamentale evitare l’autodiagnosi e rivolgersi a un professionista sanitario per un inquadramento corretto e per stabilire il percorso più idoneo.

Possibili cause del dolore cervicogenico

Le strutture del collo sono delicate e connesse ai nervi che raggiungono il cranio. Poiché le origini del mal di testa da cervicale possono essere molteplici e sovrapporsi tra loro, spetta al medico o allo specialista identificare il fattore scatenante attraverso una valutazione clinica approfondita, normalmente basandosi su:

  • posture scorrette, come nel caso dell’uso prolungato di smartphone e computer (il cosiddetto “text neck”) che affatica i muscoli suboccipitali, oppure uno stile di vita sedentario;
  • traumi pregressi, come colpi di frusta o incidenti che possono alterare la biomeccanica del rachide, in particolare delle prime tre vertebre cervicali, compresi traumi sportivi2;
  • artrosi cervicale, quando l’usura e la lesione delle articolazioni tra le vertebre può favorire infiammazione delle strutture nervose circostanti;
  • alterazioni della colonna vertebrale;
  • stress e tensioni muscolari, che favoriscono contratture persistenti e involontarie dei muscoli delle spalle e del collo;
  • malocclusione dentale, cioè il disallineamento tra le due arcate dei denti, che può aumentare le tensioni a livello della mandibola e favorire in alcuni casi l’insorgenza di dolori al collo, che possono poi diffondersi al cranio.

Secondo la Classificazione internazionale delle cefalee (ICHD, International Classification of Headache Disorders), la cefalea cervicogenica è una cefalea secondaria, cioè una forma di mal di testa che compare come sintomo di un’altra condizione. È spesso associata alla cervicalgia, ovvero al dolore localizzato nella regione cervicale, che può derivare da alterazioni delle vertebre cervicali, con possibile coinvolgimento di muscoli, nervi e altri tessuti del collo, anche in assenza di infiammazione3.

Data la varietà dei fattori in gioco, evitare soluzioni improvvisate e consultare il proprio medico è il passo fondamentale per giungere a una diagnosi corretta e definire l’approccio più indicato.

Strategie e consigli per il sollievo

Il trattamento del mal di testa da cervicale deve mirare, quando possibile, all’individuazione e alla gestione della causa sottostante. Per questo motivo, il percorso terapeutico più idoneo deve essere sempre stabilito dal medico curante o dallo specialista, che potrà valutare una combinazione personalizzata tra opzioni farmacologiche e interventi conservativi, come:

  • terapia manuale, con trattamenti eseguiti da fisioterapisti o osteopati che migliorano la mobilità delle vertebre cervicali e riducono le tensioni muscolari profonde4;
  • calore locale, ad esempio attraverso una sciarpa calda o un termoforo applicati sulla nuca, per favorire il rilassamento dei muscoli contratti;
  • ginnastica posturale, con esercizi specifici di allungamento dei muscoli del collo e di rinforzo dei muscoli stabilizzatori di collo e scapole;
  • correzione dell’ergonomia, regolando l’altezza dello schermo del pc e della sedia per mantenere il collo in una posizione neutra ed evitare sovraccarichi meccanici e favorire una postura più confortevole5;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) anche sotto forma di creme, gel o cerotti medicati per uso topico locale, dietro consiglio medico;
  • gestione dello stress, attraverso tecniche di respirazione diaframmatica che aiutano a ridurre la tensione riflessa dei muscoli trapezio e sternocleidomastoideo.

In tutti i casi, è fondamentale evitare soluzioni improvvisate o il fai-da-te, affidandosi alle indicazioni dei professionisti sanitari per impostare una strategia efficace e sicura.

Mal di testa da cervicale: come prevenirlo

La prevenzione della cefalea cervicogenica si basa sulla gestione dei fattori scatenanti che possono irritare le strutture del collo. Intervenire sul benessere della regione cervicale può contribuire a ridurre la frequenza e l’intensità dei sintomi, anche favorendo una diminuzione dei processi infiammatori. Adottare uno stile di vita corretto non solo può proteggere la colonna, ma favorisce il benessere generale dell’organismo. Ecco alcune misure utili per prevenire questo disturbo:

  • praticare attività fisica regolare: mantenere la muscolatura del collo e delle spalle allenata aiuta a ridurre il rischio di contratture e traumi. Lo sport contribuisce inoltre a preservare la flessibilità dei tessuti e delle articolazioni;
  • curare alimentazione e peso corporeo: una dieta equilibrata può contribuire a ridurre i fenomeni infiammatori dell’organismo e a limitare il sovraccarico sulla colonna vertebrale dovuto al peso eccessivo, un fattore che può peggiorare la postura;
  • gestire lo stress: la tensione emotiva si riflette spesso in un aumento della tensione dei muscoli del collo. Attività come la meditazione o esercizi di rilassamento profondo possono aiutare a ridurre la tensione muscolare associata al mal di testa;
  • acquisire una postura corretta: quando si mantengono a lungo posizioni scorrette, ad esempio con l’uso prolungato di smartphone o altri dispositivi, sono utili esercizi di rieducazione posturale guidati da un fisioterapista per correggere l’allineamento di nuca e spalle;
  • esercizi di mobilità e stretching: dedicare pochi minuti ogni giorno alla mobilizzazione e all’allungamento dei muscoli cervicali aiuta a contrastare la rigidità della regione cervicale e a mantenere il movimento fluido.

I contenuti di questo articolo sono a scopo esclusivamente informativo e non sostituiscono il parere, la diagnosi o il consiglio del medico. Si raccomanda di fare sempre riferimento al proprio specialista.


1 Piovesan, E., M. Utiumi, and Débora Bevilaqua Grossi. Cervicogenic headache – How to recognize and treat, in “Best Practice & Research Clinical Rheumatology”, Volume 38 Issue 1, page 101931, 2024 https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1521694224000020 Classically, subjects complain of fixed unilateral headaches, with cervical onset and trigeminal irradiation, associated with reduced neck mobility and flexion strength. The headache is mild to moderate, described as pulsatile or compressive, accompanied by nausea, vomiting, photophobia, phonophobia, and may present autonomic symptoms and dizziness.
2 Ibidem, On the other hand, blocking the cervical roots acts as a modulating effect, changing dysfunctional mechanisms and promoting pain relief. It is, therefore, not uncommon for patients to report a history of pathology involving the cervical spine, from whiplash in young patients to degenerative processes in older ones.
3 https://ichd-3.org/6-headache-attributed-to-cranial-or-cervical-vascular-disorder/
4 Bini, P., Hohenschurz-Schmidt, D., Masullo, V. et al. The effectiveness of manual and exercise therapy on headache intensity and frequency among patients with cervicogenic headache: a systematic review and meta-analysis, “Chiropractic & Manual Therapies”, Volume 30 Issue 49, 2022. https://doi.org/10.1186/s12998-022-00459-9 The evidence suggests that manual and exercise therapy may reduce headache intensity, frequency and disability at short and long-term in people living with cervicogenic headache, but the overall RoB in most included trials was high. However, a sensitivity meta-analysis on low-RoB trials showed moderate-quality evidence supporting the use of spinal manipulation compared to sham interventions.
5 Lefel N, van Suijlekom H, Cohen SPC, Kallewaard JW, Van Zundert J, Cervicogenic headache and occipital neuralgia, in “Pain Practice”, Volume 25, page e13405, 2025 https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/papr.13405 Conservative treatment includes pain education and self-care, analgesic medication, physical therapy (such as reducing secondary muscle tension and improving posture), the use of TENS (transcutaneous electrical nerve stimulation), or a combination of the aforementioned treatments.

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