Skip to content

Tendinite: guida a sintomi, cause e strategie di cura

La tendinite è l’infiammazione di un tendine, la robusta struttura di tessuto connettivo che collega i muscoli alle ossa. Sebbene i tendini siano strutturati per resistere a carichi elevati, sollecitazioni eccessive o movimenti ripetitivi possono causare micro-lesioni che portano a dolore e limitazione funzionale.

La tendinite si manifesta con dolore localizzato, spesso più intenso durante il movimento, e talvolta con gonfiore nell’area interessata. Le sedi più frequentemente coinvolte sono spalla, gomito, polso, ginocchio, tallone e piede; il trattamento prevede generalmente il riposo relativo, la crioterapia nelle fasi iniziali e un percorso di riabilitazione graduale.

<span style="color: #209bdd;">FLECTOR</span><span style="color: #0b2d6a;">MOVE<sup style="font-size: 0.7em;">®</sup></span>

FLECTORMOVE®

In caso de distorsioni, contusioni e traumi sportivi

Vai a FlectorMove®
<span style="color: #209bdd;">FLECTOR</span><span style="color: #0b2d6a;">GO<sup style="font-size: 0.7em;">®</sup></span>

FLECTORGO®

In caso di dolori articolari, muscolari, mal di schiena

Vai a Flectorgo®
<span style="color: #209bdd;">FLECTOR</span><span style="color: #0b2d6a;">UNIDIE<sup style="font-size: 0.7em;">®</sup></span>

FLECTORUNIDIE®

In caso di dolori articolari, muscolari, mal di schiena

Vai a Flector Unidie®
<span style="color: #209bdd;">FLECTOR<sup style="font-size: 0.7em;">®</sup></span>

FLECTOR®

In caso di mal di schiena

Vai a Flector®
<span style="color: #209bdd;">FLECTOR</span> <span style="color: #0b2d6a;">ARTRO<sup style="font-size: 0.7em;">®</sup></span>

FLECTOR ARTRO®

In caso di dolori articolari, muscolari, mal di schiena

Vai a FlectorArtro®

Anatomia e funzione dei tendini

I tendini sono robuste strutture di tessuto connettivo fibroso che agiscono come “ponti” tra il sistema muscolare e quello scheletrico, collegando i muscoli alle ossa (o alla pelle, come nel caso dei muscoli facciali) e trasmettendo la forza necessaria al movimento. Nell’uomo sono presenti centinaia di tendini; in alcune stime divulgative il loro numero viene indicato intorno ai 267, anche se non esiste un conteggio anatomico ufficiale unico e condiviso. Ogni tendine presenta caratteristiche specifiche di forma e lunghezza adatte alla funzione svolta.

Per ridurre l’attrito durante il movimento, i tendini sono circondati da strutture che ne facilitano lo scorrimento. In base alla loro localizzazione, possono essere protetti da:

  • guaina sinoviale: un rivestimento presente solo in alcuni distretti anatomici, contenente un liquido lubrificante che favorisce lo scorrimento del tendine1;
  • foglietti peritendinei: uno strato di tessuto connettivo che circonda la maggior parte dei tendini del corpo e ne facilita lo scorrimento rispetto ai tessuti circostanti2.

La struttura del tessuto tendineo

Nonostante le differenze morfologiche, la composizione di base è costante e garantisce un equilibrio adeguato tra resistenza e flessibilità. Ogni tendine è costituito da:

  • fibre di collagene, cioè componenti principali che conferiscono un’altissima resistenza alla trazione;
  • fibre di elastina, presenti in quantità minore, che forniscono l’elasticità necessaria ad assorbire i carichi3.

Questa combinazione permette ai tendini di trasmettere la forza generata dalla contrazione muscolare alle ossa, rendendo possibili i movimenti articolari.

che cos'è la tendinite

Differenza tra tendinite, tendinosi, tenosinovite e rottura

È importante fare una distinzione clinica che influenza i tempi di recupero:

  • tendinite: è un’infiammazione acuta, spesso legata a un evento recente, che può beneficiare di trattamenti antinfiammatori e di un periodo di riposo, generalmente breve;
  • tendinosi: è una condizione cronica dove il collagene del tendine inizia a degenerare; il dolore può persistere diversi mesi e richiede un protocollo riabilitativo specifico basato sul rinforzo progressivo, più che sul riposo4;
  • tenosinovite: è il processo infiammatorio che interessa la guaina sinoviale che avvolge alcuni tendini;
  • rottura del tendine: comprende la lesione parziale o totale delle fibre, che comporta una perdita parziale o completa della funzionalità articolare e richiede tempi di recupero di durata variabile, spesso di alcuni mesi.
sintomi della tendinite

Segni e sintomi: come riconoscere un tendine infiammato

Il dolore tendineo presenta caratteristiche che permettono di distinguerlo da un dolore di natura prevalentemente muscolare:

  • è circoscritto lungo il decorso del tendine o in prossimità della sua inserzione sull’osso;
  • può essere più intenso al mattino o all’inizio di un’attività – in alcuni casi tende ad attenuarsi durante il movimento per poi ripresentarsi, in altri tende ad aumentare al termine dell’attività o dopo uno sforzo prolungato;
  • la pressione diretta sulla zona interessata provoca generalmente un dolore localizzato, spesso pungente;
  • in caso di infiammazione acuta, l’area può apparire leggermente gonfia e risultare più calda rispetto al resto del corpo.
  • in alcuni casi, durante il movimento si può avvertire una sensazione di “sfregamento” o piccoli scricchiolii, con eventuale riduzione di forza muscolare5.

In presenza di sintomi compatibili con una tendinite, è opportuno consultare il proprio medico o uno specialista in ortopedia o traumatologia6; qualora necessario, è possibile che vengano richiesti anche esami strumentali come l’ecografia o, in casi selezionati, la risonanza magnetica. La radiografia può essere utile per escludere altre cause del dolore o evidenziare eventuali calcificazioni.

tendinite diagnosi

Le articolazioni interessate dalla tendinite

Ogni tendine può potenzialmente esserne interessato, ma alcuni sono più esposti al rischio di sviluppare una tendinite, in particolare quelli situati in corrispondenza delle articolazioni maggiormente sottoposte a carichi e movimenti ripetitivi. I tendini coinvolti più frequentemente sono quelli:

  • della cuffia dei rotatori, ovvero dell’insieme dei quattro muscoli e delle rispettive strutture tendinee che contribuiscono al movimento della spalla, in particolare il tendine del muscolo sovraspinato;
  • del gomito, sia quelli laterali (epicondilite laterale o gomito del tennista) sia quelli mediali (epitrocleite o gomito del golfista);
  • del polso e della mano, in particolare i tendini dei muscoli flessori ed estensori delle dita, che permettono il movimento fine delle dita e della mano;
  • del ginocchio, in particolare il tendine rotuleo (associato al cosiddetto “ginocchio del saltatore”) e il tendine del quadricipite;
  • del piede e della caviglia, in particolare il tendine d’Achille – le cui problematiche possono associarsi alla fascite plantare, una condizione che interessa la fascia plantare, la struttura fibrosa che collega il calcagno alle dita e sostiene l’arco del piede.
tendinite le cause

Le cause principali della tendinite

L’infiammazione del tendine non avviene quasi mai in modo improvviso, ma è spesso il risultato di un processo cumulativo di vari fattori di rischio:

  • ripetere lo stesso gesto per ore (tipico in ambito lavorativo o sportivo) senza pause adeguate, determinando un sovraccarico funzionale;
  • eseguire esercizi in palestra o movimenti atletici con una tecnica o una postura scorretta, che carica il tendine in modo asimmetrico, oppure senza riscaldamento adeguato;
  • aumentare improvvisamente l’intensità degli allenamenti o cambiare calzature senza un periodo di adattamento;
  • patologie sistemiche predisponenti come il diabete, la gotta, l’artrite reumatoide o l’ipercolesterolemia che possono indebolire la struttura del collagene che compone il tendine;
  • l’uso di steroidi anabolizzanti a scopo di doping, che può determinare uno squilibrio tra la forza dei muscoli e la resistenza dei tendini, aumentando il rischio di lesioni anche gravi, fino alla rottura;
  • l’età avanzata, poiché i tendini tendono a ridurre progressivamente la propria elasticità e a diventare più suscettibili alle lesioni7.
Tendinite: come curarla

Rimedi e passi per la guarigione

Per “sfiammare” il tendine e favorire il ritorno alla normalità, è importante intervenire tempestivamente con alcune accortezze:

  • riposo funzionale: non significa immobilizzare l’arto, ma sospendere temporaneamente le attività che provocano dolore, mantenendo il resto del corpo attivo;
  • applicazione di ghiaccio: la crioterapia per 15 minuti, 3-4 volte al giorno, può essere utile nelle fasi iniziali per alleviare il dolore;
  • compressione e supporto: l’uso di tutori o bendaggi funzionali può contribuire a ridurre il carico sul tendine durante i movimenti quotidiani;
  • fisioterapia mirata: gli esercizi eccentrici (allungamenti sotto carico) rappresentano uno degli approcci riabilitativi più efficaci per favorire il recupero della funzionalità e della resistenza al tendine;
  • correzione del gesto: analizzare la tecnica sportiva o il gesto lavorativo per individuare la causa scatenante e correggere la postura;
  • integrazione alimentare: un adeguato apporto di micronutrienti utili come vitamine, minerali, acidi grassi omega-3 e, quando indicato, di sostanze naturalmente presenti nel tessuto connettivo, come condroitina e glucosamina, può contribuire al benessere muscoloscheletrico;
  • FANS: una terapia, su consiglio medico, a base di farmaci antinfiammatori non steroidei per la tendinite, può favorire il controllo dei sintomi, sia per via orale sia con applicazione topica di pomate o cerotti medicati8;
  • terapie ulteriori: in casi selezionati possono essere proposte, su indicazione dello specialista, terapie fisiche di supporto come ultrasuoni, onde d’urto, laserterapia, tecarterapia.

Il ricorso alla chirurgia rappresenta l’ultima opzione terapeutica ed è solitamente riservato ai pazienti che non hanno ottenuto benefici significativi con i trattamenti conservativi. Le modalità di intervento variano in base alla sede e alla gravità della condizione:

  • artroscopia, utilizzata in alcuni casi di tendinopatie persistenti, soprattutto in sede articolare (come spalla o ginocchio), mediante piccole incisioni cutanee strumenti chirurgici miniaturizzati;
  • trattamento chirurgico della rottura tendinea, nel caso di una lesione parziale o totale del tendine, con sutura o reinsezione della struttura tendinea per ripristinare la funzionalità dell’unità muscolo-tendinea9.

A prescindere dalla tecnica utilizzata, dopo ogni intervento sui tendini è fondamentale seguire un percorso di riabilitazione personalizzato.

I contenuti di questo articolo sono a scopo esclusivamente informativo e non sostituiscono il parere, la diagnosi o il consiglio del medico. Si raccomanda di fare sempre riferimento al proprio specialista.

Tendinite: quanto tempo occorre per guarire

1 Benjamin, M., Kaiser, E. and Milz, S., Structure-function relationships in tendons: a review, in “Journal of Anatomy”, Volume 212, pages 211-228, 2008 https://doi.org/10.1111/j.1469-7580.2008.00864.x There is a striking, though greatly neglected, association between fat and tendons. Large fat pads are particularly prominent immediately deep to the patellar and Achilles tendons in Man. They are associated with synovium, are richly innervated and vascularized (Shaw et al. 2007) and are likely to serve as mechanosensory organs for tendons and be implicated in tendinopathies in ways that we do not fully understand.
2 Ibidem, Typically, tissues adjacent to tendons, including tendon sheaths and tendon-associated adipose tissue, have a richer blood supply than do the tendons themselves and there is evidence that blood flow in the peritendinous tissues is increased as a result of enhanced physical activity (Langberg et al. 1998). The vessels within tendons are largely small and thin-walled.
3 Kannus, P. (2000), Structure of the tendon connective tissue in “Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports”, Volume 10, pages 312-320, 2000 https://doi.org/10.1034/j.1600-0838.2000.010006312.x Tendons consist of collagen (mostly type I collagen) and elastin embedded in a proteoglycan-water matrix with collagen accounting for 65–80% and elastin approximately 1–2% of the dry mass of the tendon.
4 Ibidem, Tendonitis denotes an inflammatory problem in the tendon tissue itself. […] Tendinosis is a diagnosis that gradually is used more often in the research literature as well as clinical practice. The suffix “osis” is indicative of a degenerative process rather than a inflammatory disorder. As mentioned before this appears to be a more appropriate pathophysiologic description for many of the chronic tendon disorders found in athletes.
5 Daalal DS, Tendiniti e tenosinoviti, in “MSD Manuals”, online, 2025 https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-del-tessuto-muscoloscheletrico-e-connettivo/patologie-di-borse-sinoviali-muscoli-e-tendini/tendiniti-e-tenosinoviti I tendini coinvolti sono generalmente dolenti quando attivamente mossi o quando viene posta resistenza al movimento naturale. Per esempio, poiché il tendine tibiale posteriore aiuta a invertire il piede, l’eversione passiva più l’inversione attiva e resistente causano dolore nei pazienti con tendinite tibiale posteriore. Di tanto in tanto le guaine tendinee si gonfiano e in esse si accumula del liquido, solitamente quando i pazienti hanno infezioni, artrite reumatoide o gotta. Il gonfiore può essere visibile o solo palpabile. Lungo il tendine, la palpazione suscita dolore locale di entità variabile.
6 Kaux JF, Forthomme B, Current Opinions on Tendinopathy, in “Journal of Sports Science and Medicine”, Volume 10 Issue 2, pages 238-253, 2011 https://www.researchgate.net/publication/258036011_Current_Opinions_on_Tendinopathy Generally, the reason a patient seeks medical treatment is due to pain or functional limitations. The diagnosis of tendinopathy is primarily clinical.
7 Almekinders, L C, Temple, J D, Etiology, diagnosis, and treatment of tendonitis: an analysis of the literature in “Medicine& Science in Sports & Exercise”, Volume 30 Issue 8, pages 1183-1190, 1998 https://journals.lww.com/acsm-msse/fulltext/1998/08000/etiology,_diagnosis,_and_treatment_of_tendonitis_.1.aspx Classically chronic tendon injuries are classified as overuse injuries. Many articles in the literature elude to the effects of overuse as a result of excessive training intensity and duration. This is often mentioned in conjunction with training errors, inappropriate shoe wear, and anatomic predisposition resulting from inflexibility, weakness, and/or malposition. […] Few studies have actually focused on the role of overuse in the development of chronic tendon injuries. […] Many studies also suggest that intrinsic factors may play a significant etiologic role in these injuries. One of the most obvious factors is age.
8 Kaux JF, Forthomme B, Current Opinions on Tendinopathy, in “Journal of Sports Science and Medicine”, Volume 10 Issue 2, pages 238-253, 2011 https://www.researchgate.net/publication/258036011_Current_Opinions_on_Tendinopathy Conventional treatments are generally employed empirically to fight pain and inflammation but they do not mod-ify the histological structure of the tendon (Croisier et al., 2001). These treatments such as relative rest or modified activity, cold, stretching, braces, antalgic physiotherapy and correction of provoking gestures are usually initially employed in acute and in the most hyperalgic phase of tendinopathy (Alfredson, 2005; Fournier and Rappoport, 2005). In a recent study using a rat model, it was demon-strated that 2 weeks of rest was often sufficient to recover from the molecular and biomechanical effects of 2 and 4 weeks of overuse (Jelinsky et al., 2008). […] Anti-inflammatory drugs: The goal of non-steroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs) is to reduce inflamma-tion through the inhibition of the synthesis of inflamma-tory factors (inflammatory cells, prostaglandins, inter-leukins…) and their use has been popular for many years in the management of tendinopathy (Glaser et al., 2008). Evidence cited in the literature suggests that both oral and local NSAIDs are a reasonable option for the control of acute pain associated with tendon overuse but that they are not effective long term (Alfredson, 2005; Magra and Maffulli, 2006; Hennessy et al., 2007; Andres and Murrell, 2008; Glaser et al., 2008).
9 Challoumas D, Clifford C, Kirwan P, Millar NL. How does surgery compare to sham surgery or physiotherapy as a treatment for tendinopathy? A systematic review of randomised trials, in “BMJ Open Sport & Exercise Medicine”, Volume 5, page e000528, 2019 https://bmjopensem.bmj.com/content/5/1/e000528 Surgery, which may be open or arthroscopic, is usually reserved for patients whose symptoms persist despite conservative management and complete tendon tears.

PATOLOGIE CORRELATE

Tendine d’Achille: cause del dolore e sintomi
Tendinite al piede

SCOPRI LA LINEA FLECTOR®

FLECTORMOVE®

FLECTORGO®

FLECTORUNIDIE®

FLECTOR®

FLECTORARTRO® 1% GEL