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Tendinosi del sovraspinato: cos’è e come gestire il dolore alla spalla

Il tendine del sovraspinato è uno dei componenti più sollecitati della cuffia dei rotatori, il complesso di muscoli e tendini che permette alla spalla di muoversi in modo fluido e di mantenere la stabilità dell’articolazione. Quando si parla di tendinosi del sovraspinato, ci si riferisce a un processo degenerativo del tessuto tendineo, spesso confuso con una semplice infiammazione (tendinite), ma che richiede un approccio differente. Per questo motivo, lo specialista ortopedico preferisce spesso utilizzare il termine tendinopatia, che comprende le diverse condizioni che possono interessare il tendine, incluse quelle di natura infiammatoria e degenerativa.

La tendinosi del sovraspinato è dunque una condizione cronica del tendine, generalmente legata a un sovraccarico ripetuto, a lesioni pregresse o ai cambiamenti che si verificano con l’invecchiamento dei tessuti. Si manifesta con dolore persistente alla spalla, specialmente durante il sollevamento laterale del braccio, e con una progressiva riduzione della forza; il trattamento si basa principalmente sulla riabilitazione funzionale, con l’obiettivo di favorire il rimodellamento del tendine e il recupero della sua funzionalità.

Oltre alla spalla, la tendinosi può interessare altri tendini frequentemente sottoposti a sollecitazioni, come quelli del gomito (epicondilite ed epitrocleite), del ginocchio (tendine rotuleo) e dell’anca (tendini dei muscoli glutei).

Anatomia e vulnerabilità della spalla

La spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano e, proprio per questa caratteristica, è particolarmente esposta allo sviluppo di tendinopatie. La sua stabilità dipende dal delicato equilibrio tra tre ossa (scapola, omero e clavicola), e dai muscoli e tendini che la circondano. Tra questi, i quattro tendini della cuffia dei rotatori (sovraspinato o sovraspinoso, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere la testa dell’omero centrata nella cavità glenoidea durante i movimenti. A essi si aggiunge il tendine del capo lungo del bicipite che, pur non facendo parte della cuffia dei rotatori, è spesso coinvolto nelle sindromi dolorose della spalla.

Per ridurre l’attrito tra i tendini della cuffia dei rotatori e le strutture ossee, è presente la borsa sierosa, una sacca sierosa che funge da cuscinetto e facilita lo scorrimento dei tendini.

Questo delicato equilibrio può tuttavia alterarsi: quando la borsa si infiamma e aumenta di volume (borsite alla spalla), lo spazio sotto l’acromion (spazio subacromiale) si riduce. Ne consegue una compressione dei tendini della cuffia dei rotatori durante i movimenti della spalla, in particolare di quello del sovraspinato, nota come conflitto subacromiale (o impingement syndrome), che può favorire l’insorgenza di tendinopatie, tra cui tendiniti e tendinosi. Il tendine del sovraspinato è infatti quello più frequentemente interessato da fenomeni degenerativi e da lesioni da usura.

Data la sinergia con cui lavorano i tendini della cuffia dei rotatori, spesso è difficile isolare il danno a un singolo tendine. In generale, le lesioni possono avere due principali meccanismi di insorgenza:

  • traumi acuti, causati da movimenti bruschi, cadute o sforzi improvvisi;
  • sovraccarico cronico, dovuto a movimenti ripetuti o posture scorrette che, nel tempo, possono favorire lo sviluppo di una tendinosi.

Oltre alla spalla, processi simili possono riguardare anche altri tendini frequentemente sottoposti a sollecitazioni, come quelli del gomito (epicondilite), del ginocchio (tendine rotuleo) e dell’anca.

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Segni e sintomi: come si manifesta la tendinosi

A differenza di un infortunio acuto, i sintomi associati alla tendinosi tendono a comparire gradualmente e a intensificarsi nel tempo e comprendono:

  • dolore persistente nella parte superiore o laterale della spalla, che peggiora quando si solleva il braccio formando un angolo compreso tra i 60 e i 120 gradi;
  • difficoltà adormire sul lato della spalla colpita a causa di un dolore sordo e pulsante;
  • progressivariduzione della forza e della funzionalità della spalla, con difficoltà a compiere gesti quotidiani semplici, come pettinarsi o allacciare la cintura di sicurezza;
  • sensazionedi rigidità della spalla, che sembra “legata”, specialmente dopo periodi di inattività; in alcuni casi può essere presente anche un leggero gonfiore dei tessuti circostanti;
  • sensazione dolorosa che può estendersi dalla parte superiore della spalla fino alla regione deltoidea e alla parte laterale del braccio1.

La diagnosi parte da un’approfondita valutazione del paziente, prendendo in considerazione la storia clinica, le abitudini di vita e le attività svolte, le caratteristiche del dolore e altri sintomi associati. Quando necessario, lo specialista può richiedere esami di imaging, come la radiografia, utile a escludere altre patologie della spalla (artrosi, fratture, alterazioni ossee) e a identificare eventuali calcificazioni, l’ecografia (per valutare l’integrità dei tendini e degli altri tessuti molli) e la risonanza magnetica nucleare (RMN), che consente un’analisi più dettagliata delle strutture tendinee. La TAC viene riservata a casi selezionati, quando è necessario approfondire le strutture ossee.

Capire il referto: tendine disomogeneo, assottigliato o ispessito

Durante gli esami diagnostici (ecografia o risonanza), il medico può utilizzare termini specifici per descrivere lo stato del tendine sovraspinato. Ecco cosa significano esattamente:

  • tendine disomogeneo: indica un’alterazione della normale struttura delle fibre tendinee. È un segno frequente nelle tendinopatie e può essere compatibile con il processo degenerativo della tendinosi; è importante sapere che “disomogeneo” non significa necessariamente la presenza di una rottura, ma che il tessuto non presenta la sua compattezza originaria;
  • tendine assottigliato: si riferisce alla riduzione dello spessore del tendine rispetto alla norma. Può essere associato a una degenerazione avanzata o agli esiti di microlesioni ripetute che, nel tempo, hanno alterato la struttura del tendine, rendendolo più fragile;
  • tendine ispessito: al contrario dell’assottigliamento, l’aumento dello spessore tendineo può rappresentare una risposta adattativa o reattiva del tendine a un sovraccarico meccanico o a uno stato infiammatorio cronico. Il tendine appare più voluminoso come conseguenza dei processi di adattamento e rimodellamento del tessuto in risposta allo stress meccanico a cui è sottoposto.

In presenza di queste alterazioni, il percorso consigliato prevede generalmente un consulto ortopedico per valutare la funzionalità della spalla e definire il trattamento più appropriato. La terapia è in genere conservativa e comprende un percorso di fisioterapia con esercizi mirati, tra cui quelli eccentrici, che possono favorire il rimodellamento del tessuto tendineo e il recupero della funzionalità, indipendentemente dal fatto che il tendine appaia assottigliato o ispessito.

Le cause della degenerazione del tendine

Il tendine sovraspinato scorre in uno spazio ristretto tra la testa dell’omero e l’acromion, una prominenza ossea della scapola. Questa particolare conformazione anatomica lo rende maggiormente esposto a sollecitazioni meccaniche e può favorire l’insorgenza di una tendinopatia dolorosa in presenza di fattori quali:

  • conflitto sub-acromiale, cioè la compressione ripetuta del tendine nello spazio sotto l’acromion durante alcuni movimenti del braccio, soprattutto sopra la testa;
  • scarsa vascolarizzazione: alcune aree del tendine ricevono naturalmente un ridotto apporto di sangue, condizione che può limitare la capacità di riparazione spontanea del tessuto dopo microlesioni;
  • età avanzata, con il fisiologico indebolimento e la progressiva riduzione di elasticità dei tendini;
  • sovraccarico funzionale(overuse) sportivo o lavorativo, dovuto ad attività che richiedono movimenti ripetitivi o il mantenimento prolungato delle braccia sopra la testa e che, dunque, comportano stress meccanici prolungati, come nel caso di alcune categorie professionali (come imbianchini e magazzinieri) e specifici sport (tennis, specialmente durante il servizio; pallavolo, durante la schiacciata; nuoto, in particolare negli stili libero e delfino; baseball e football americano, al momento del lancio; sollevamento pesi, per lo stress da carico sulle strutture stabilizzatrici);
  • postura scorretta: il mantenimento prolungato delle spalle anteposte (“chiuse” in avanti) può modificare la biomeccanica della spalla e contribuire a ridurre lo spazio di scorrimento del tendine (subacromiale), aumentando il rischio di sovraccarico2;
  • assunzione di alcuni farmaci che, in casi rari, possono aumentare il rischio di degenerazione e di rottura del tendine.

Differenza tra tendinite e tendinosi del sovraspinato

È importante fare una distinzione clinica, poiché le due condizioni richiedono un approccio terapeutico differente:

  • tendinite: è una condizione di infiammazione acuta, spesso di origine post-traumatica. Nelle fasi iniziali l’obiettivo è “spegnere” l’infiammazione attraverso il riposo relativo e l’applicazione di ghiaccio;
  • tendinosi: è una degradazione strutturale del collagene tendineo; in questo caso il riposo assoluto è generalmente sconsigliato, poiché può contribuire a un ulteriore indebolimento del tendine; è invece indicato un programma di carico progressivo e controllato3.

Strategie e rimedi per il recupero

Il trattamento della tendinosi del sovraspinato non mira soltanto ad alleviare il dolore, ma anche a favorire il recuperofunzionale della spalla e il rimodellamento del tendine. Gli obiettivi principali della cura consistono nel:

  • attenuare la sintomatologia dolorosa, agendo sia sul dolore acuto che su quello cronico per migliorare la qualità della vita del paziente.
  • ridurre l’infiammazione dei tessuti molli e la borsa sierosa per decongestionare lo spazio subacromiale;
  • promuovere il rimodellamento del tendine, favorendo la riorganizzazione delle fibre tendinee, soprattutto in caso di lesione tendinea parziale;
  • favorire il recupero funzionale, migliorando la mobilità e la forza della spalla e riducendo il rischio di ulteriori episodi a carico del sovraspinato o degli altri tendini della cuffia dei rotatori.

Il recupero di una tendinosi richiede tempo: in genere, il recupero funzionale di una tendinosi può richiedere dai 3 ai 6 mesi; diversamente, una tendinite tende a risolversi più rapidamente, generalmente nell’arco di 3-6 settimane, in funzione della gravità della condizione. Serve perciò un piano d’azione mirato, che comprenda:

  • riposo relativonelle fasi iniziali, evitando le attività che sovraccaricano il tendine senza interrompere completamente il movimento della spalla; in alcuni casi possono essere utili tutori o bendaggi per ridurre il carico sul tendine e limitare sollecitazioni eccessive;
  • fisioterapia e rinforzo eccentrico, con esercizi specifici che mettano in tensione il tendine mentre si allunga, importanti per sostenere il fisiologico rimodellamento delle fibre di collagene;
  • massaggi della spalla, per favorire la circolazione locale del sangue e il rilassamento muscolare, contribuendo a limitare la comparsa di tensioni e contratture muscolari;
  • terapia termica, con applicazione di impacchi caldi o freddi, generalmente della durata di 15-30 minuti, ripetibile più volte al giorno, secondo la fase della patologia e le indicazioni dello specialista;
  • correzione della postura lavorando sulla mobilità della colonna dorsale e sulla stabilità della scapola per favorire una corretta biomeccanica della spalla e migliorare lo scorrimento del tendine;
  • terapie fisiche come onde d’urto o laserterapia, che possono essere prescritte dal medico nei casi più resistenti, con l’obiettivo di favorire la risposta biologica del tendine e il recupero della funzionalità;
  • terapiaconFANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), su prescrizione medica, per il controllo del dolore, sotto forma di creme, gel o capsule molli, con principi attivi come Diclofenac o Piroxicam.4;
  • assunzione di integratori a base di collagene e vitamina C per sostenere il normale metabolismo del tendine e degli altri tessuti connettivi.

Se, nonostante il trattamento conservativo, la sintomatologia della tendinosi del sovraspinato continua a persistere, l’ortopedico può valutare il ricorso a infiltrazioni di corticosteroidi che, in casi selezionati, possono contribuire ad alleviare il dolore e favorire il recupero funzionale, soprattutto quando è presente un’importante componente infiammatoria. L’intervento chirurgico può essere preso in considerazione nei casi di lesioni estese o di rottura dei tendini della cuffia dei rotatori.

Rischi della degenerazione non trattata

È fondamentale non trascurare i primi segnali di dolore. Una tendinosi trascurata può evolvere verso una lesione parziale del tendine e, se non gestita correttamente, la progressiva degenerazione delle fibre può compromettere la funzionalità e la stabilità dinamica della spalla, aumentando il rischio di ulteriori lesioni durante le attività quotidiane o la pratica sportiva.

FAQ – Domande Frequenti

La tendinosi del sovraspinato può guarire da sola?

Raramente. Essendo un processo degenerativo del tendine, difficilmente regredisce spontaneamente. In assenza di un trattamento adeguato e della correzione delle cause meccaniche e dei fattori di sovraccarico, tende a persistere o a peggiorare nel tempo.

Quando è necessario l’intervento chirurgico?

La chirurgia rappresenta generalmente l’ultima opzione terapeutica. Può essere presa in considerazione quando un adeguato percorso di trattamento conservativo, comprendente la fisioterapia, non ha portato a un miglioramento soddisfacente oppure in presenza di lesioni estese o di una rottura dei tendini della cuffia dei rotatori. La decisione spetta allo specialista, che valuta il quadro clinico nel suo complesso.

Posso fare palestra con la tendinosi?

Sì, nella maggior parte dei casi, ma gli esercizi devono essere adattati alla sintomatologia. Nelle fasi dolorose può essere opportuno limitare i movimenti che aumentano il sovraccarico della spalla, come alcune spinte sopra la testa o alzate laterali eseguite a elevata ampiezza, privilegiando un programma di rinforzo progressivo e di stabilizzazione della scapola, secondo le indicazioni dello specialista o del fisioterapista.


1 Emad A, Sports cupping for supraspinatus tendinosuse, in “International Journal of Islamic and Complementary Medicine”, Volume, Issue 2, 2024 https://islamicmedicine.or.id/ijim/article/view/68/68 Tendon of the rotator cuff is particularly prone to developing tendinitis.The onset of supraspinatus tendinitis is usually acute, occurring after overuse or misuse of the shoulder joint. Exciting factors may include carrying heavy loads in front and away from the body or the vigorous use of exerciseequipment. The pain is constant and severe, with sleep disturbance often reported. The patient may attempt to splint the inflamed tendon by elevating the scapula to remove tension from the ligament, giving the patient a “shrugging” appearance. Patients with supraspinatus tendinitis exhibit a positive Dawbarn sign-pain on palpation over the greater tuberosity of the humerus when the arm is hanging down that disappears when the arm is fully abducted.In addition to the previously described pain, patients with supraspinatus tendinitis often experience a gradual decrease in functional ability with decreasing shoulder range of motion, making simple everyday tasks, such as hair combing, fastening a bra or reaching overhead, difficult, withcontinued disuse, musclewasting may occur,and a frozen shoulder may develop.Achronic aseptic inflammation is brought on by damage to the shoulder capsule and the peri arthritic soft tissue around it (including ligaments, muscles, tendons, synovial sacs, etc.).
2 Chawla K, Khan Z, Dhar N, Physiotherapist’s PerspÈective to Importance of Pathophysiology of Supraspinatus Tendonitis in Proper Rehabilitation of Pain and Dysfunction, in “InternationalResearch Journal”, Volume 13 Issue 1, 2023 https://researth.iars.info/index.php/curie/article/view/232/169 Shoulder pain is the third most common musculoskeletal complaint and supraspinatus muscle tendonhas been a frequent disturbance of major concern in humans including many activities with maximum activities related to work of daily living. Althoughvarious tissue injuries of the shoulder muscles have beeninvolved in the problems within the shoulder, causing various events of playslike badminton, overthrow ball, volleyball. […] It takes origination nearly to the supraspinousfossaand the scapula andwhich is inserted towards the greater tuberosity of humerusbone. In itscourse it runs below the acromion process in the subacromial space and makes the supraspinatus tendonwhere it receives its neural and blood supply by the suprascapular nerve and anterior circumflex humeral and suprascapular arteries respectively. Theprimary action of supraspinatus is in the first 15 degrees of shoulder abduction and in the rest it helps inabduction from 15-90 degrees. Additionally it also stabilizes the glenohumeral joint by depressing the shoulder during abduction as the muscles force vectors bifurcated into components and largest component is compressive in nature but to date avarious things of thinking in aspect of the association with pathology stays the same.
3 Santos Moros Marco, Jorge Díaz Heredia, Miguel Ángel Ruiz Ibán, Supraspinatus tendinopathy: diagnosis by ultrasound and magnetic resonance imaging. Conservative and surgical management alternatives in “Revista Española de Artroscopia y Cirugía Articular”, Volume 29 Issue 1, No. 75, 2022 https://fondoscience.com/en/reacae/vol29-issue1-no75/fs1912066-supraspinatus-tendinopathy-diagnosis-ultrasound The terms tendinitis and tendinosis represent different stages of tendinopathy. Tendinitis refers to acute or chronic pain associated by definition to inflammation, even if the histological studies show an absence or only minimal presence of inflammatory cells. Tendinosis in turn refers to degenerative disease with or without inflammation. Tendinopathy is the term used to describe a clinical condition characterized by pain and functional alteration of the tendons of the rotator cuff, without specification of the concrete causal mechanism involved.
4 Ibidem, A broad range of treatment modalities for supraspinatus tendinopathy have been described, depending on the specific disease condition involved, patient age, level of activity, symptoms, degree of dysfunction, and the findings of the physical examination and imaging studies. The nonsurgical options include the modification of patient activities, the prescription of nonsteroidal antiinflammatory drugs (NSAIDs), physiotherapy and different physical therapies, and a range of infiltrations. Surgery is generally reserved for concrete patients or when the more conservative options have been exhausted and/or have failed. […] The use of LASER (light amplification by stimulated emission of radiation), comprising infrared light therapy, could offer some benefit for the short-term control of pain, as evidenced by a Cochrane review. […] Prolotherapy, or the injection of hypertonic dextrose, is based on the theory that an irritant agent induces local inflammation within the tendon, allowing repair or scar formation.

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