Borsite alla spalla: informazioni utili e possibili rimedi
La borsite alla spalla è una delle cause più frequenti di dolore localizzato nella regione della spalla. Si tratta dell’infiammazione della borsa subacromiale, o una piccola sacca contenente liquido sinoviale che funge un cuscinetto per ridurre l’attrito tra tendini, muscoli e ossa durante i movimenti della spalla. Questa struttura è situata nello spazio sotto l’acromion, una sporgenza ossea della scapola, che si articola con la clavicola, e sopra la testa dell’omero; al suo interno scorrono anche i tendini del complesso muscolo-tendineo noto come cuffia dei rotatori, in particolare quello del sovraspinato.
La borsite alla spalla provoca tipicamente dolore quando si solleva il braccio o quando si dorme sul lato interessato, ed è spesso associata a movimenti ripetitivi o a una compressione meccanica dei tessuti molli nello spazio subacromiale (conflitto subacromiale).
Classificazione e diagnosi della borsite alla spalla
La borsite non si manifesta sempre con le stesse modalità; può essere classificata in base alla durata dei sintomi e al suo andamento nel tempo. Distinguere la forma clinica è utile per orientare il trattamento. Si possono riconoscere:
- borsite acuta, quando l’infiammazione insorge improvvisamente, spesso in seguito a un trauma o un infortunio, provocando un aumento del liquido sinoviale all’interno della borsa, dolore intenso e limitazione dei movimenti;
- borsite cronica, quando l’infiammazione persiste da tempo o deriva da episodi acuti ripetuti. È caratterizzata da dolore ricorrente, rigidità e una sensazione di debolezza del braccio, con possibile riduzione della funzionalità della spalla. Se non trattata adeguatamente, può favorire l’insorgenza di lesioni a carico dei tendini della cuffia dei rotatori e di altre strutture stabilizzatrici della spalla, come i legamenti;
- borsite ricorrente, caratterizzata da periodi di miglioramento alternati a riacutizzazioni dei sintomi. È più frequente nelle persone che svolgono attività lavorative o sportive con movimenti ripetitivi, come sollevare le braccia sopra la testa.
Per diagnosticare correttamente una borsite alla spalla, lo specialista (generalmente l’ortopedico) esegue un iter diagnostico che può comprendere:
- esame obiettivo: valutazione della storia clinica, dello stile di vita e visita della spalla per individuare la sede del dolore, valutare la mobilità articolare ed eseguire specifici test clinici;
- radiografia: utile per escludere fratture, lussazioni, artrosi o calcificazioni, e per valutare la conformazione delle strutture ossee della spalla;
- ecografia o risonanza magnetica: consentono di studiare i tessuti molli, evidenziando l’eventuale ispessimento della borsa, la presenza di versamento e possibili alterazioni o lesioni dei tendini della cuffia dei rotatori;
- analisi del liquido sinoviale: in casi specifici, il medico può procedere al prelievo del liquido contenuto nella borsa per escludere un’infezione o identificare l’eventuale presenza di cristalli riconducibili a patologie metaboliche come la gotta.
È inoltre importante escludere altre condizioni che possono causare dolore alla spalla, come alcuni disturbi della colonna cervicale (rachide cervicale), in grado di provocare un dolore irradiato e simulare i sintomi di una borsite.




Segni e sintomi della borsite alla spalla
Il dolore da borsite è spesso descritto come pungente e fastidioso, con caratteristiche tipiche quali:
- dolore al sollevamento nella parte laterale anteriore della spalla, che tende ad aumentare quando il braccio viene sollevato sopra la testa o lateralmente;
- dolore notturno, che può rendere difficile dormire sul lato interessato a causa della pressione esercitata sulla borsa infiammata;
- sensibilità alla palpazione, soprattutto nella regione laterale o anteriore della spalla;
- limitazione del movimento dovuta al dolore, talvolta accompagnata da una sensazione di rigidità o da lieve gonfiore;
- riduzione della forza o sensazione di debolezza della spalla, con difficoltà a sollevare anche carichi leggeri1.
Differenza tra borsite e tendinite alla spalla
Queste due condizioni possono spesso coesistere, ma presentano alcune differenze:
- nella borsite, il dolore è maggiormente legato all’irritazione della borsa subacromiale, che può diventare più sensibile alla pressione e ai movimenti che riducono lo spazio disponibile sotto l’acromion;
- nella tendinite, il dolore tende a essere più strettamente associato alla sollecitazione del tendine infiammato, soprattutto durante la contrazione del muscolo corrispondente o nei movimenti contro resistenza.
Entrambe possono rientrare nel quadro clinico della “sindrome da conflitto subacromiale” (impingement syndrome), una condizione in cui lo spazio tra la testa dell’omero e l’acromion si riduce, aumentando la sollecitazione della borsa e dei tendini della cuffia dei rotatori durante alcuni movimenti del braccio2. Questo può creare un circolo vizioso: l’infiammazione della borsa ne può aumentare il volume, riducendo ulteriormente lo spazio disponibile e aumentando la compressione e la sollecitazione dei tessuti durante i movimenti della spalla, con possibile persistenza del dolore. Un corretto percorso di recupero mira generalmente a migliorare la mobilità della spalla, la funzionalità della scapola e la capacità dei tessuti di tollerare il carico.
Possibili cause dell’infiammazione
L’infiammazione può manifestarsi in modo acuto, con un’insorgenza improvvisa dei sintomi, oppure in modo progressivo e persistente nel tempo. Le cause più comuni comprendono:
- movimenti ripetitivi e sovraccarico della spalla a causa di attività sportive o lavorative che richiedono l’uso costante delle braccia sollevate (come nuoto, sollevamento pesi e tinteggiatura);
- traumi diretti, come una caduta sulla spalla o un urto violento, che possono irritare la borsa subacromiale;
- conflitto subacromiale già descritto in precedenza, che determina una maggiore compressione delle strutture contenute nello spazio sotto l’acromion;
- postura scorretta, in particolare, il mantenimento prolungato delle spalle anteposte (“chiuse” in avanti) che può modificare la biomeccanica della spalla e contribuire alla riduzione dello spazio subacromiale;
- emorragieall’interno della borsa (emoborsite), generalmente conseguenti a traumi o a particolari condizioni predisponenti;
- infezioni nel caso di una borsite settica;
- invecchiamento dei tessuti con l’età, con progressiva riduzione della qualità di tendini e altre strutture della spalla, che può favorire una maggiore sollecitazione meccanica e l’insorgenza di disturbi infiammatori;
- alcune patologie sistemiche come artrite reumatoide, diabete, gotta, che possono aumentare la predisposizione alla comparsa di borsiti (ad esempio attraverso processi infiammatori o deposito di cristalli di urato); in alcuni casi specifici, anche condizioni associate a insufficienza renale possono favorire alterazioni metaboliche coinvolte in questi processi3.
Data la varietà delle possibili cause, la valutazione del medico resta fondamentale per individuare l’origine esatta dell’infiammazione e impostare il percorso terapeutico più idoneo.
Strategie e rimedi per la prevenzione e il recupero
Il trattamento della borsite alla spalla mira a ridurre il dolore, controllare l’infiammazione e migliorare la funzionalità della spalla, diminuendo la sollecitazione della borsa durante i movimenti. Alcune strategie utili per favorire il recupero sono:
- riposo funzionale, evitando temporaneamente i movimenti che causano dolore, specialmente quelli con il braccio sollevato sopra la testa (“over-head“), senza però bloccare completamente l’arto;
- crioterapia, applicando ghiaccio per 15 minuti più volte al giorno per contenere il gonfiore della borsa, nelle prime 24-48 ore;
- fisioterapia posturale, con esercizi mirati a migliorare la mobilità della spalla, il controllo della scapola e la coordinazione della cuffia dei rotatori, favorendo una migliore distribuzione dei carichi;
- esercizi di mobilità dolce come quelli pendoli e le rotazioni controllate per mantenere il movimento articolare ed evitare che la spalla si irrigidisca (nel caso della spalla congelata);
- FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) che contrastano l’infiammazione e leniscono il dolore, su indicazione del medico o de farmacista4;
- infiltrazioni di corticosteroidi ,nei casi più complessi e solo sotto prescrizione medica, che possono offrire sollievo dal dolore e un miglioramento sulla funzione a breve/medio termine5; in caso di borsite infettiva (settica), può invece essere necessaria una terapia antibiotica;
- ergonomia quotidiana, adottando una postura corretta davanti al computer o accorgimenti durante il riposo, come un eventuale supporto sotto il braccio per ridurre la pressione sulla spalla.
In generale, per prevenire e ridurre il rischio di borsite della spalla è consigliabile:
- eseguire regolarmente esercizi di mobilità, allungamentoe rinforzo della muscolatura della spalla, per mantenere una buona funzionalità articolare;
- praticare riscaldamento e stretching prima di attività fisiche intense, preparando progressivamente muscoli e articolazioni allo sforzo;
- evitare il sovraccarico della spalla, alternando le attività e inserendo pause durante i movimenti ripetitivi;
- mantenere una postura corretta, in particolare durante le attività lavorative al computer o nelle attività che richiedono posture prolungate;
- usare alcuni accorgimenti durante il sonno, come evitare di dormire sul lato della spalla infiammata. La posizione generalmente più confortevole è quella supina (sulla schiena), con un cuscino sotto il braccio interessato per mantenerlo leggermente sollevato e ridurre la pressione sulla spalla; per dormire sul fiancosano, può essere utile abbracciare un cuscino voluminoso per sostenere il braccio e limitare lo spostamento in avanti della spalla, riducendo la sollecitazione dei tessuti;
- quando necessari, utilizzare eventuali supporti o tutori per le spalle solo in situazioni specifiche e su indicazione di un professionista sanitario, per ridurre il carico sulla spalla.
Borsite e sport: quando e cosa si può fare
Nel corso dell’infiammazione è possibile continuare a fare sport con alcuni accorgimenti e scegliendo accuratamente le attività: in caso di borsite è consigliabile evitare carichi pesanti sulla spalla e movimenti con il braccio sopra la linea delle spalle. In particolare, sport come il nuoto o il tennis dovrebbero essere sospesi temporaneamente nella fase acuta e ripresi gradualmente dopo il miglioramento dei sintomi.
Oltre alla modifica delle attività sportive, una volta superata la fase acuta, l’obiettivo diventa mantenere la mobilità senza sovraccaricare la borsa infiammata. Tra gli esercizi generalmente consigliati dai fisioterapisti, vi sono il pendolo di Codman (che consiste nel far oscillare delicatamente il braccio rilassato verso il basso), gli esercizi di mobilità scapolare e, quando il dolore lo consente, le rotazioni esterne con elastico.
Prima di intraprendere qualsiasi programma di esercizi, è sempre opportuno consultare un professionista sanitario per verificare che siano adatti alla propria situazione specifica.
Data la varietà delle possibili cause, la valutazione del medico resta fondamentale per individuare l’origine esatta dell’infiammazione e impostare il percorso terapeutico più idoneo.
1 Al Hammadi M, Shah Z, Rathod R, et al., Shoulder Impingement Pain Syndrome: Pathophysiology, Diagnosis, and a Review of Current Treatment Strategies, in “Cureus”, Volume 17Issue 9, page e92045, 2025 https://www.cureus.com/articles/410491-shoulder-impingement-pain-syndrome-pathophysiology-diagnosis-and-a-review-of-current-treatment-strategies#!/ Shoulder pain that becomes worse over time is a common sign of SAIS. It usually happens in the front and side of the shoulder, near the acromion. Activities that require reaching or grooming overhead often exacerbate the pain, which can spread down the upper arm. Experiencing pain at night is frequent, especially when resting on the affected side or when the arm is held up during sleep. Patients may report stiffness or weakness; however, these symptoms are frequently secondary to pain rather than structural damage.
2 Diercks, R., C. Bron, O. Dorrestijn, C. Meskers, René Naber, Tjerk J W De Ruiter, J. Willems, J. Winters, H. van der Woude, Guideline for diagnosis and treatment of subacromial pain syndrome, in “Acta Orthopaedica”, Volume 85 Issue 3, pages 314 – 322, 2014 https://actaorthop.org/actao/article/view/10092/13799 “Subacromial impingement syndrome” also known as “Subacromial pain syndrome” (SAPS) is defined as all non-traumatic, usually unilateral, shoulder problems that cause pain, localized around the acro-mion, often worsening during or subsequent to lifting of the arm. The different clinical and/or radiological names, such as bursitis, tendinosis calcarea, supraspinatus tendinopathy, par-tial tear of the rotator cuff, biceps tendinitis, or tendon cuff degeneration are all part of SAPS.
3 Verma J, Mangal G, Management of Subacromial-Subdeltoid Bursitis Through Panchakarma: A Case Study, in “International Journal for Multidisciplinary Research”, Volume 7 Issue 1, 2025 https://www.ijfmr.com/papers/2025/1/35430.pdf Incidence increases with age. It is frequently seen in people with overhead activities. Risk factors include baseball pitcher, spear thrower, tennis, factory workers, manual laborers and unstable os acromiale. Common etiological factors are excessive friction due to repetitive stress, overuse activity and/or subacromial impingement, acute trauma, rotator cuff injury, crystal deposition disease, rheumatoid arthritis, infection, tenosynovial giant cell tumor (rare).
4 Ibidem, Depending on the type of shoulder bursitis, treatment may include activity modification, immobilization with a splint, icing, injections, aspiration of the bursa (removing fluid with a syringe), antibiotics or anti-inflammatory pain medication.
5 Diercks, R., C. Bron, O. Dorrestijn, C. Meskers, René Naber, Tjerk J W De Ruiter, J. Willems, J. Winters, H. van der Woude, Guideline for diagnosis and treatment of subacromial pain syndrome, in “Acta Orthopaedica”, Volume 85 Issue 3, pages 314 – 322, 2014 https://actaorthop.org/actao/article/view/10092/13799 Corticosteroid injections – Scientific evidence level 1: In the first 8 weeks, corticosteroid injections are more effective than placebo injections, physiotherapy, or no treatment in reducing pain and improving shoulder function. Corticosteroid injections in the short term are no more effective than NSAIDs in reducing pain.









